L’intuito

Tutti siamo dotati di intuito: c’è chi si sforza di svilupparlo, c’è chi si accontenta di quello che ha, c’è chi tende a comprimerlo.

E’ l’intuizione che ci permette di vedere oltre il presente, di “vivere” la “vera” natura di un individuo, aldilà delle maschere che ognuno di noi può indossare a seconda delle circostanze.

Più conosciamo una persona e più riusciamo a penetrare nel suo “io”; una tale conoscenza è di valore inestimabile, ma richiede che si parli di meno e si ascolti, e si osservi, di più, permettendo al proprio intuito di crescere e svilupparsi.

Se l’intuito è la possibilità di sentire con la “pelle”, è difficile riconoscere i segnali che la stessa ci manda, soprattutto se siamo troppo concentrati su noi stessi, su quello che abbiamo da dire e su quello che vogliamo o non vogliamo.

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53 Comments

  1. Il più delle volte l'intuito ti porta alla rovina!!!! Se poi capti un segnale "negativo", senza rendersene conto, è l'intelocutore che si tradisce!!!!

  2. Non so come si possa sviluppare o comprimere una caratteristica biologica come l'intuito, legata a quanto pare al tasso di testosterone prenatale ed alla differenziazione delle connessioni tra i lobi del cervello. Concordo invece, Oliviero, sull'opportunità, puramente razionale, di ascoltare per capire, sempre che ci interessi veramente l'altro e non solo per riversarvi il nostro ego, le nostre pulsioni e i nostri fini.

  3. L’intuito è realtà complessa. Istintivamente ne siamo dotati, ma la cultura che ci aiuta a crescere, l’ìnfluenza dell’ambiente che frequentiamo, le esperienze che maturiamo, modificano la nostra sensibilità e facendoci crescere in conoscenza, ci troviamo ad essere più o meno capaci di intuire e di interpretare i segni del mondo che ci circonda. Ed ecco che le reazioni finali possono variare a seconda di come siamo cresciuti

  4. L'intuito lo si può comprimere non ascoltandolo o credendo,in errore,che non sempre possa rispecchiare la realtà.In questo modo non lo usi e poi ti accorgi che ,intuitivamente, avresti operato diversamente.L'intuito non ti dice se ciò che ti suggerisce è negativo o positivo,ti fornisce l'allerta necessaria per guardare la stessa cosa in modo diverso. Il Corpo Calloso, a cui ,Luca,ti riferisci è in via di studi ma non sull'intuito,principalmente.Connettere i due emisferi non garantisce,nè il dosaggio ottimale di intuito che ci vorrebbe ,nè una motivazione valida della sua presenza.Ti dice cosa passa da un emisfero ad un altro,delle informazioni passanti con tutto l'interessamento delle altre parti encefaliche, anche quelle preposte alla sfera ormonale.

  5. Afferrare con la mente qualcosa di immediato:) Una grande dote…e un aiuto naturale non da poco. Personalmente l'intuito mi ha permesso di arrivare velocemente alla realtà di fatti, che non conoscevo.

  6. @Oliviero Castellani. L'intuito, credo, non si sviluppa e tantomeno si comprime. E' la primaria componente della nostra intelligenza. Esso è misurato in gradi ed esprimono il proprio angolo nel momento in cui l'uomo riesce a ragionare, memorizzare e fantasticare. Dal momento che prende piede nel nostro intelletto (ed al di là delle ricerche scientifiche che sono di difficoltosa dimostrazione) era e resta un valore immutabile.

  7. L'intuito o il "sesto senso" ha sempre ragione. A volte non ci diamo peso (almeno così è capitato a me) e vogliamo provare una situazione, poi però ci rendiamo conto che l'istinto aveva ragione e cambiamo strada. Per cui ritengo che bisogna sempre ascoltarlo 🙂

  8. L’intuito è la possibilità di sentire con la “pelle” ! Forse è difficile riconoscere i segnali / messaggi soprattutto se siamo concentrati su noi stessi, su quello che abbiamo da dire e su quello che vogliamo o non vogliamo. Il problema è che pochi sanno ascoltare e quindi captare i messaggi dell'intuito o del "sesto senso" come dice la nostra Giovanna !

  9. @Vico Innocenti. Il raziocinio, o ragione, è lo strumento di misura che valuta la possibilità di reazione di quello che tu definisci "sentire con la pelle". (Aisthètikòs = Percezione).

  10. @Oliviero Castellani anni fa ho sentito un formatore parlare di inconscio ed istinto e del fatto che ci sono persone con l'istinto e l'inconscio sfasati Quanto ha a che fare l'istinto con l'intuito e come si correlano con l'inconscio? Ci sono esercizi pratici per allenarsi? Se sì, hai consigli?

  11. Si percepisce che i nostri avi amavano discutere amabilmente sotto le fronde e rimirando l'Egeo. Provo però a mettermi nei panni di John, l'americano tipico, pragmatico fino al midollo, il quale penserebbe: in questo gruppo ci si chiede di continuo perché le imprese non riescono a mettersi in rete. Questo post è esemplificativo: ognuno solipsisticamente si concentra a dare le proprie definizioni di cose di cui forse non ha piena cognizione (è una supposizione intuitiva), tralasciando il tema centrale posto, che è il non ascolto (che forse ha parentele lontane con l'intuito e più con le proiezioni egotiche). Eh eh forse John non direbbe esattamente così…

  12. L’intuito è certamente di grande supporto per tutti gli esseri viventi. Ma quanto più la specie si evolve, come l’uono, quanto più è necessario andare oltre le sensazioni, generiche o primitive, per iniziare a percepire i bisogni sociali. L’uomo è chiamato a vivere pienamente l’impegno sociale, vivendo con responsabilità, ricercando lo sviluppo personale e comunitario. Da questa vocazione derivano sia il diritto che il dovere di migliorare la vita pubblica. L’impulso all’azione ha come obiettivo non solo quello di comprendere, ma piuttosto qualcosa da raggiungere. La persona, quindi anche la società, arrivano alla propria pienezza quando mettono in pratica gli imperativi morali. La stessa morale non è un sapere astratto, vago, o pura accademia. Interpella personalmente ogni persona che la abbia coltivata e studiata e percepita, e non basta conoscerla ma occorre viverla per poterla anche trasmettere. L’intuito può essere di supporto, ma solo marginalmente

  13. E' strano, scorrendo i vari commenti ho pensato di rinfrescarmi le idee su cosa significhi intuito, e secondo voi cosa ho fatto? Google: definizione intuito, oltre a varie definizioni abbastanza simili sono comparse anche parole come : sesto senso e istinto. E qui potrebbe nascere qualche confusione e forse anche John ne potrebbe risentire.  Intuito: saper guardare dentro, conoscenza immediata che non si avvale di quella acquisita, mentre la ragione è l'insieme delle facoltà tramite le quali la donna e anche l'uomo sono in grado di pensare, stabilire rapporti e connessioni tra le idee,esprimere giudizi, discernere il vero dal falso e l'ingiusto dal giusto. Per quanto riguarda poi l'istinto a volte, e devo dire che mi da un pò di fastidio, lo si fa coincidere con il cosiddetto "intuito femminile" chi lo dice per me è un rosicone… Non credo che coincida nemmeno con il sesto senso che secondo me è questo sì più affine all'istinto. Penso che l'intuito sia in ciascuno di noi solo che il suo utilizzo dipenda dal nostro modo di apprendere, vedi Ciclo di Kolb.  La mia personale idea di intuito è di un processo di visualizzazione-razionale rapida che consente, avendo pochi elementi a disposizione, di pre-vedere, pre-contestualizzare determinate situazioni, sono persone che ragionano al futuro in modo più veloce di altre. Avere capacità di vision è una dote che forse si può sviluppare, ma è come fare strategia: tu puoi fare tutti i corsi di strategia che vuoi poi ti trovi davanti ad uno stratega naturale e arrivi, se ti va bene, sempre secondo o tra i primi dieci se entri con lui in competizione. Concludo con Einstein: "La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è una serva fedele. Noi abbiamo creato una società che onora la servitù e ha dimenticato i doni". Non so se ho creato più confusione di prima a John, speriamo di no! 🙂

  14. Quindi convieni con me, @Maria Vittoria, che l'intuizione sia intelligenza allo stato puro…..alla faccia di mr. John che continua a mangiare gli spaghetti ignorando che il "ragù" è migliore della mostarda (Alberto Sordi).

  15. L'intuito è intelligenza veloce proiettata al futuro. Come noi la utilizziamo credo dipenda da come siamo fatti noi e dal nostro punto di osservazione e apprendimento. Non credo esista un giusto un sbagliato, ma lenti diverse di guardare e pre-vedere la realtà. Quanto al sapere o il non sapere, se mr. John è curioso prova anche il ragù. Io in questo sono più limitata di mr. John ci sono animali che mi fanno senso da vivi figuriamoci se li mangio da morti! idem per certe parti di organi interni vedi interiora e cervello. In questo caso accetto di buon grado i miei limiti per fortuna la varietà in cucina non manca! … soprattutto i dolci.

  16. @Maria Vittoria. "Noi abbiamo creato una società che onora la servitù e ha dimenticato i doni". Sei certa che sia stata detta da Einstein? Perché? Perché se così fosse stato, sicuramente sarebbe stata oggetto di migliaia di testi di contrapposizione: sia di spirito razzista quanto di aggregazione sociale. (forse Nietzsche?

  17. "The intuitive mind is a sacred gift and the rational mind is a faithful servant. We have created a society that honors the servant and has forgotten the gift" A. Einstein  Controllato anche on line su aforismi e citazioni. Nietzsche mi sta un pò antipatico, non l'ho letto molto.

  18. E' un certo tipo di "cultura" che rende Nietzsche antipatico…come un altro tipo di cultura rende Einstein un emerito cretino. Ti ho citato il testo n, 864 pag. 472 dell'opera "Il potere della volontà" di Friedrich Nietzsche (Bompiani). Gradirei, par condicio, conoscere il testo di Einstein dove si legge o si può evincere il suddetto aforisma. Ad Einstein sono stati attribuiti "detti" cui lui mai si sarebbe sognato di dirli. Tuttavia, sia Nietzsche quanto Einstein, non sono gli unici testimoni e depositari delle nostre verità e dei nostri singolari pensieri. Il nostro personale intuito naviga qualche miglio sopra ai suddetti altisonanti nomi. Perché? Perché è nostro: frutto della nostra individualità che non ha pari valori al mondo (salvo cloni).

  19. Con beneficio d'inventario: Tutte le cose che sono veramente grandi, a prima vista sembrano impossibili. Friedrich Nietzsche Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. Albert Einstein (fisico) Il capitale non è scarso; l’intuito sì. Sam Walton (imprenditore) Un’intuizione è la creatività che cerca di dirti qualcosa. Frank Capra (regista) Non mi addentro nella filosofia perchè non è il mio forte, però queste citazioni mi sembrano carine!

  20. @ Maria Vittoria scrive: "L'intuito è intelligenza veloce proiettata al futuro. Come noi la utilizziamo credo dipenda da come siamo fatti noi" Si ..sono fortemente convinta di questo …e qui (mia opinione) subentra il coraggio di agire per concretizzare quell'azione che l'intuito ti ha fatto capire:):)

  21. E' una formula segreta e tienila tutta per te. "Butta via il tuorlo e lascia solamente la chiara". E' un po' banale,, lo so… ma mi è uscita spontaneamente. Ciao carissima Davida

  22. Angelo, il principio di originalità è condivisibile. Bisognerebbe approfondire la tua affermazione "ci hanno fatto diventare delle copie". Chi è il soggetto attivo e come si configura quello passivo?

  23. @ Serafino:)  spesso in ciò che apparentemente appare banale..c'è la più semplice delle vie:) Grazie…faccio sempre tesoro dei tuoi scritti:)

  24. @Luca. Mi hai rubato sul tempo la domanda e sulla risposta….poiché ho letto l 'articolo di @Angelo e non ho riscontrato niente di nuovo all'orizzonte. Difatti basta invertire i soggetti ed i verbi per riscontrare la passività (transitiva) oppure la riflessività (intransitiva).  Il post è fondato sulla originalità e sulla relativa copia; dimenticando, gravemente, la "genialità" dell'uomo che potrebbe sconfinare oltre il consolidato "nulla si crea e nulla si distrugge". P.S. per @Angelo: Filosoficamente parlando, forse è da rivedere il paralogismo cui tu intendi interpretare "intuito" ed "istinto".  Il primo è una configurazione spirituale. Il secondo è una configurazione materiale. Come si dice in quel di Roma (I due fanno a "pera").

  25. Maria Vittoria,queste cose non sono solo carine…sono la realtà della miopia umana.Quante volte l'intuito ti suggerisce qualcosa ma appare talmente irreale ed improbabile che rinunci ad ascoltarlo…poi dici ahimè! Non ti sembra di essere uno sprovveduto ma sordo tanto da non fare come lo sprovveduto "provvidenziale" di Einstein.Che cosa buffa è l'Uomo,è ricco ma non ne ha la consapevolezza.

  26. Caro Luca,il tema del post non è pragmatico,quindi non si possono pretendere che le risposte lo siano..,con buona pace del mister Jon americano!!.Non è perchè siamo italiani che sconfiniamo fino a Nietzsche,è semplicemente che con un tema simile siamo passati dalle neuroscienze alla filosofia,alla fisica,fra un pò sconfineremo anche nel paranormale.

  27. Cara Clo, si può fare anche di meglio. Si può parlare persino di sentimenti o di valori. Tutti hanno bisogno di dire qualcosa, qualsiasi cosa, in originale o in copia, per sentire di esistere. A me è rimasto solo il dubbio che di qualcosa non si vuole parlare, più o meno consapevolmente.

  28. @Luca, c'è del gran bello nel lasciarsi andare a vivere seguendo l'istinto, è difficile sbagliare. Cambia la nostra luce negli occhi, il nostro viso è radioso, il sorriso fa primavera, e la mente è rigenerata. E tutto diventa possibile.

  29. Buonasera a tutti,  segnalo un articolo pubblicato nella rivista Le Scienze del mese di maggio che inerisce all'argomento oggetto del post: Perchè le buone idee bloccano quelle migliori ovvero l'effetto Einstellung. E' interessante perchè traccia una sottile linea tra ciò che l'esperienza "dice" e l'intuito "fa" (considerando lecito ipotizzare aree di sovrapposizione tra i due aspetti) Allego il link con anteprima (l'articolo completo è accessibile ai soli abbonati): http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2014/05/03/news/perch_le_buone_idee_bloccano_quelle_migliori-2111389/

  30. Ringrazio Marco per il sassolino lanciato, che ci può far fare un balzo avanti nella progressione del post. Preso atto che ognuno di noi è uno scacchista che non vede le mosse migliori perché abituati alla semplificazione ed agli stereotipi, non si può non avere fede nei meccanismi evolutivi della nostra specie, finalizzati alla sua conservazione (o meglio alla conservazione dei meccanismi stessi). Quindi il confronto dovrebbe comunque favorire il pensiero divergente, in ottica di una intelligenza collettiva. Il primo passo dunque è la percezione della propria miopia cognitiva e delle strutture giustificative che creiamo per non mettere a nudo le nostre pulsioni (che sono irrimediabilmente votate all'autogratificazione, al narcisismo, alla dominanza e all'evidenzazione della propria individualità). Fatto questo, ci si può anche domandare perché siamo in questo luogo virtuale e forse ne potrebbe scaturire un contributo creativo.

  31. @Fazioli nulla di filosofico, la mia è semplicemente una fotografia della realtà vista dai miei occhi, attraverso le mie esperienze vissute e l'educazione ricevuta. cerco di spiegarmi meglio sul "paralogismo" tra intuito e istinto" l'istinto lo abbiamo tutti lo abbiamo ereditato e lo tramandiamo. l'intuito è frutto di riflessioni, non cala dal cielo per opera pia, non lo ereditiamo e siccome ritengo che sia una qualità prettamente umana si potrebbe pensare che tutti lo abbiamo mentre non è cosi. Avrò anche fatto "paralogismo", ma del tutto involontario. @Perini, ecco proprio la tua osservazione volevo suscitare e cercare un confronto. Se io avessi scritto "Siamo diventati delle copie" il soggetto dell,analisi sarebbe il medesimo, noi come società compresi chi ci guida (governo, finanza, religioni, lobby ecc.) oggi a mio parere più che per il loro intuito per i loro istinti. Siccome ho ragionato di intuito la mia analisi è diventata deduttiva e induttiva. Quindi il mio pensiero porta a dire che il soggetto passivo siamo noi e su quello attivo, cerco il confronto con voi visto che giustamente, me lo hai chiesto e l'ho espresso. Sto cercando di stimolare a parlare del tuo dubbio che forse e anche il mio, e riporto delle tue parole: "A me è rimasto solo il dubbio che di qualcosa non si vuole parlare, più o meno consapevolmente".

  32. Caro Luca,non è solo un'impressione che di qualcosa non si voglia parlare.Il problema è di che cosa non si può o non si vuole parlare? Pensi che sia un problema da poco? Non è ,infatti,casuale che tutti parliamo a ruota più o meno libera ma nessuno di noi ha centrato l'argomento.Non è che siamo diventati delle copie per grazia ricevuta ma non siamo mai stati davvero noi stessi..e qui l'intuito non c'entra! Ahimè..libero arbitrio quanto zsei lontano e pellegrino!!  

  33. Ah ah, Serafino, sebbene anche tu dubiti, usando il "forse", sei anche te nel coro di quelli che dicono "il meglio è il nemico del bene" per zavorrare il presente? Nella mia classe al liceo campeggiava invece la scritta "Dubito ergo sum" 🙂 Dubitare non significa non dare risposte, ma evitare di cristallizarsi.. @Maria Clotilde, semplicemente notavo che il post si era sviluppato ignorando il tema del non ascolto; buffo no? 

  34. Trovo che tutti abbiano intuito, molti non sanno ascoltarlo; Grandi potenzialità si possono sviluppare attraverso l'intuito, percepire ciò che non è tangibile questo potrebbe indicarci la strada giusta! ma, bisogna fidarsi del proprio intuito!! Non esiste logica, quindi non segue la ragione, è solo istintivo inconsapevole e rapido, ma non è irrazionale perchè esiste la logica alternativa quello di ricevere le informazioni inconsce attraverso l'istinto!!!

  35. @Serafino, c'è chi dice dopo il "non", c'è chi dice dopo "redibis" …. e il senso cambia completamente …. ma cosa c'entra con l'intuito ?

  36. Ma è semplicissimo Eugenio. L'intuito è quella facoltà che permette di conoscere immediatamente dove posizionare la virgola (possibilmente a propria convenienza).  Sarebbero capaci tutti, in virtù del frutto di un ragionamento, posizionare la virgola dopo "redibis". Ma la sibilla ignorava volutamente i segni di interpunzione. Stava al guerriero, dotato di intuito, apporla al posto giusto ancor prima che la sibilla finisse di dettare la "sentenza".  Cordialità. (E' quasi un anno che non ci sentiamo; tuttavia seguo con interesse il vertiginoso ed incredibile sviluppo della tua Rete).

  37. La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.  (Albert Einstein)

  38. Sono i neuroni specchio che ci permettono una rapida visione di ciò che ci accade intorno, di provare le emozioni altrui, immedesimandoci ed entrando in empatia, e di imparare per imitazione. A chi pochi a chi molti! :-))

  39. Intuito, tutti noi traiamo una prima valutazione intuitiva su ogni cosa, in questo contesto parliamo di esseri umani.  La reazione di pelle ci spinge alla distinzione del ciò che mi piace dal ciò che non mi piace.  In ogni caso si odovrà avere la conferma che io e non solo io chiamerei razionalità.  Nessuno a pelle qualifica qualcuno o qulcosa positivamente o negativamente per poi ricredersi totalmente (nelle cose si) ?  La razionalità o le "giustificazioni date al proprio intuito" non sovvertiranno mai l'INTUIZIONE" ma la confineranno in un contesto maggiormente equilibrato.  L'importanza che assume l'INTUITO" è legato al contesto/momento in cui si esprime ed al tempo/opportunità disponibili per far intervenire la razionalità.

  40. La capacità o meglio la qualità dell'intuito è a mio avviso poco ottenibile, poco acquisibile. Ritengo sia una capacità che non tutti possiedono. Chi la possiede ed un po' la coltiva, con l'esperienza acquisisce capacità diretta, o si affida a terzi, di analisi critica ed oggettiva trasformandola in progetto di fattibilità. E' questa seconda fase razionale ed oggettiva, che consente d'ottenere un modello di business si pensi a tutte le new-co operanti o nascenti nel web in risposta appunto da intuizioni per bisogni nascenti . Per mille ragioni, cè chi lo fà e chi no. I primi che ne fanno un modello di business grazie appunto alla traduzione in progetto mentre, chi non ci riesce e sono la maggioranza, probabilmente perchè le intuizione sono troppo influenzate dall'elemento emozionale o non lo sono affatto. In tutto questo gioca un ruolo fondamentale l'istinto nel business quale prima chiave di lettura della intuizione.

  41. l'intuito e' una prerogativa innata a livello biologico, poi con il tempo, l'esperienze lavorative ,sociali,dinamiche familiari ti aiutano a svilupparla,questa caratteristica ti da la possibilità' di percepire prima di altri qualcosa che può avvantaggiarti .

  42. intuito, percezione, sesto senso, sensibilita' latente, mente aperta, pensieri che fanno sistema.  in sintesi e' l'UOMO che con l'intuito tende a ridimensionarsi/adeguarsi/"aggiustarsi" costantemente, come in un percorso di approccio alla realta' che lo porta a non essere perfetto (non lo vuole!), ma SEMPRE perfettibile, in tensione verso il risultato migliore.

  43. L’intuito è una bella cosa, è presente specialmente anche in tutti gli animali. Ma per l’uomo è necessario che le scelte siano sempre fatte nel rispetto di una etica che risponde alla propria coscienza. Da ciò deriva, anche in campo sociale, la necessità di rispettare il retto ordine dei valori, di preferire la moralità alla efficienza, perché è la moralità a permettere la vera efficienza della tecnica. La violazione della legge morale nella attività sociale rende questa, qualunque essa sia, falsa, disordinata e pregiudizievole per l’uomo. Quindi attenti ad esaltare l’intuito

  44. Concordo sul valore dell'etica quale primaria legge per una sana attività sociale. Non vedo conflitto con l'intuito.  Intuito secondo me, è velocità nel recepire opportunità, situazioni, contrasti, rischi. Sta in ognuno di noi elaborare le conoscenze secondo coscienza.  Se se so posso…. anche evitare spiacevoli involontarie azioni non troppo etiche.

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