Telemarketing: pre call parte 1

telemarketing:
precall part i

by Oliviero Castellani

Come possiamo realizzare numeri di vendita soddisfacenti nel 2018?

Troppe aziende dedicano un tempo irrisorio all’execution strategy. 
L’esecuzione richiede disciplina e significa individuare le cose più importanti da fare, e pensare a farle molto bene!

Ci sono 3 passi per un’execution strategy indirizzata all’ottenere un vero vantaggio competitivo.

Nel telemarketing l’attività di pre-call è fondamentale, eppure molti addetti al contatto con la clientela non pianificano, o preparano, bene la telefonata e, per estensione, potremmo dire «l’approccio» con un cliente marginale o con cui non si ha particolare confidenza, piuttosto che un cliente nuovo da conquistare.

Per aiutarli basterebbe trasferire loro poche semplici regole, assistendoli nel cambiamento di abitudini, controllandone i risultati e supportandone le aree di miglioramento.

In questa prima parte parleremo di ricerca, qualificazione e obiettivi, nella prossima di approccio e gestione dell’azione.

Ricercare significa innanzitutto partire dalle informazioni in proprio possesso per decidere, cosa dire e come dirlo.

Se dobbiamo chiamare un imprenditore, artigiano, commerciante, professionista, dare un’occhiata al sito web non sarebbe male, eppure il più delle volte questo banale controllo, vuoi per fretta o per superficialità, non viene eseguito.

Questo significa non fare bene i compiti a casa e a volte ha, come ineluttabile conseguenza, il fare brutte figure.

Inoltre la maggior parte di coloro che fanno business sono sui business social, dove postano informazioni che potrebbero essere preziose per un nostro primo approccio, o per un follow up.

Più saremo informati, meglio ci posizioneremo, più possibilità avremo di essere percepiti come risorsa dal nostro interlocutore.

Pre-qualificare è attività differente a seconda che si stia parlando di un primo contatto, o di un follow up a una precedente proposta, e significa pensare a cosa chiedere e verificare con il cliente potenziale per decidere a che punto è la relazione commerciale e se vale la pena investirvi.

Significa capire se ha la necessità e l’interesse a cambiare, o quantomeno migliorare, il proprio status quo grazie alla soluzione che vorremmo proporgli, se ha opzioni e alternative, anche a livello di competitor.

Gli obiettivi della chiamata rappresentano il «perché chiamiamo», e chi si prende il tempo di identificarli prima della chiamata potrà posizionarsi al meglio, argomentando con maggior efficacia.

basterebbe chiedersi..

«di quali informazioni ho bisogno dal cliente, ovvero cosa non so che mi serve assolutamente sapere»

«quali informazioni voglio che siano chiare per lui al termine della nostra conversazione»

«quale risultato mi prefiggo»

«come posso generare un contatto in grado di coinvolgere e impegnare il cliente»

«quale dovrebbe essere il passo successivo alla mia telefonata per raggiungere verso il risultato che mi sono prefissato»

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Cosa fa di un venditore un top performer?

Cosa spinge chi compra a scegliere un fornitore piuttosto che un’altro?

In un percorso di vendita professionale vince sempre la concretezza . . . 
si apprende da ciò che funziona, e sta già funzionando per altri!

 

Per maggiori informazioni, per un incontro conoscitivo, per definire come l’intervento possa allinearsi alla vostra realtà,  potete chiamare lo 02.498.70.21
chiedendo di Oliviero Castellani
o inviare una mail

Domande di verifica e di opinione

by Oliviero Castellani

Domande di verifica, o domande di opinione?

Tra i differenti modi di porre le domande oggi confronteremo due tipologie simili, ma dagli effetti molto differenti: parliamo delle domande di verifica e delle domande di opinione.

domande di verifica..

sono dirette e tendono a ricercare una conferma, positiva o negativa, di un pensiero o di un’azione; chi risponde, condivide una decisione, o un’indecisione, passata, presente o futura. 

Domande di opinione..

sono indirette tendono a far esprimere il nostro interlocutore su un punto di vista, o una considerazione, che non lo impegnano in una decisione.

Queste ultime sono indicate soprattutto in quelle situazioni in cui si vuole conoscere il pensiero di una persona con la quale non abbiamo molta confidenza.

FACCIAMO UN ESEMPIO

Se un agente di assicurazioni chiedesse   «lei ha un’assicurazione sulla vita?»    piuttosto che    «ha mai pensato di fare un’assicurazione sulla vita?»   farebbe in entrambi i casi domande di verifica alle quali è molto probabile che la controparte risponda con un si o con un no e, nel caso abbia – a torto o ragione – la percezione che gli si voglia vendere qualcosa, potrebbe chiudersi.

Se invece la domanda fosse
«sempre più persone tendono a proteggere il futuro della loro famiglia stipulando assicurazioni sulla vita, lei cosa ne pensa?»

è molto probabile che la stessa persona ci offra la sua opinione, o il suo punto di vista, facendoci probabilmente capire la sua sensibilità rispetto all’argomento.

Potrebbe dire   «buttano via i loro soldi»   e noi potremmo chiedere   «come mai?»   ma potrebbe dire   «che in effetti non hanno tutti i torti»   e noi verificare il suo eventuale interesse, oppure   «fanno bene, ce l’ho anch’io»   e quindi rinegoziare sulla base della sua esperienza.

generare una domanda di opinione
non è complicato

Basta trasformare la domanda diretta (che siamo abitualmente portati a fare) in domanda indiretta, ovvero in terza persona.

Ad esempio, nel campo dell’abbigliamento maschile, molti venditori tentano il cross selling «oltre alla giacca potrebbe interessarle una camicia, cravatta ecc.?»    piuttosto che   «con questa giacca ci starebbe benissimo questa camicia, cravatta ecc.»   e via così, ma c’è chi dice   
«ad alcuni clienti piace abbinare camicia, cravatta, lei cosa ne pensa?»

Un professionista della previdenza può chiedere
«vista la situazione della previdenza pubblica, non ha mai pensato a una forma pensionistica integrativa?»   piuttosto che   «cosa ne pensa di chi, vista la situazione della previdenza pubblica, destina una parte dei suoi risparmi per la costituzione di una pensione integrativa?»

conclusione

Le domande di verifica cercano di norma una risposta, quelle di opinione tendono a far riflettere.

Entrambe preziose, sono strategiche se giocate nel momento giusto, ma per far questo occorre aver la sensibilità del saper ascoltare.

Prospecting: Best practices per il New Business

prospecting:
best practices per il
new business

by Oliviero Castellani

tre modi per migliorare la chiamata di vendita

Prima di chiamare qualcuno, o incontrarlo di persona, dovremmo porci una domanda: “Per quale motivo questa persona dovrebbe parlare o incontrarsi con me”.

La risposta dovrebbe contenere:

– le ragioni per le quali un potenziale acquirente ci dedicherà il suo tempo al telefono o di persona

– un valido motivo per il suo business

– una proposta o idea che gli dimostri il valore che siamo in grado di dare

– soluzioni che ci facciano percepire come validi e utili interlocutori

Diversamente . . .

che cos'è un valido motivo di business?

  • Valido per i clienti significa che vale la pena spendere il proprio tempo per sentire come possiamo aiutarli a risolvere un problema che sentono.
  • Evitare di essere generici e confusi. Dobbiamo capire il loro business, le loro sfide, cosa stanno cercando di risolvere, realizzare o evitare.
  • Dare una motivazione che li convinca che ciò che abbiamo loro gli darà dei benefici immediati o nel tempo, quindi che desideriamo incontrarli perché abbiamo (possiamo fare) qualcosa che vale.

offrire soluzioni per ottenere un incontro di persona

Come possiamo aiutarli in quello che vogliono risolvere, realizzare o evitare?

Fare i compiti a casa ci permetterà di essere più specifici, accurati, dettagliati, concisi.

Il messaggio deve essere veloce (letto in 30 secondi e facilmente trasferibile a un eventuale assistente), utilizzare un linguaggio di precisione e deve essere sempre improntato al punto di vista del cliente.

Cosa fa di un venditore un top performer?

Cosa spinge chi compra a scegliere un fornitore piuttosto che un’altro?

In un percorso di vendita professionale vince sempre la concretezza . . . 
si apprende da ciò che funziona, e sta già funzionando per altri!

 

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Prospect: il corretto timing per la prospezione

by Oliviero Castellani

La tempistica è fondamentale in tutte le parti del processo di vendita, ma lo è ancor più nella prospezione; arrivare o essere presenti nel momento giusto, piuttosto che sbagliato, influenza la trasformazione di un prospect in un’opportunità qualificata.

tempo e cortesia

Quante volte ci siamo lanciati nelle nostre dichiarazioni di apertura solo per sentirci dire che in quel momento non hanno tempo?

A volte può essere difficile reprimere l’impulso di lanciarsi in una presentazione, ma per prima cosa sarebbe bene chiedere al prospect se ha qualche minuto per parlare; questo significa che per noi le loro esigenze sono più importanti della nostra foga intrattenitrice.

Meglio non forzare, meglio offrire al prospect la possibilità di declinare educatamente e proporre un momento migliore per risentirsi.

tempo e aspettative

Se diciamo un paio di minuti, significa che la spiegazione del perché stiamo chiamando non deve superare i 20-30 secondi.

Rimanendo completamente focalizzati sulle esigenze del potenziale cliente (timing e motivi) aumentiamo le nostre possibilità nei suoi confronti.

Grazie a semplici domande capire se hanno il tempo, e la volontà, di voler parlare delle loro preoccupazioni e problemi di business, assicurando che riceveranno risposte a tutte le domande che vorranno rivolgerci.

il momento giusto

Ricordiamoci che non tutte le chiamate di prospezione hanno come risultato una conversazione immediata, già poter fissare un appuntamento (telefonico o faccia a faccia) per discutere gli elementi in un secondo momento è un buon inizio.

Cosa fa di un venditore un top performer?

Cosa spinge chi compra a scegliere un fornitore piuttosto che un’altro?

In un percorso di vendita professionale vince sempre la concretezza . . . 
si apprende da ciò che funziona, e sta già funzionando per altri!

 

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Cliente ideale: per misurare il prospect

CLIENTE IDEALE:
PER MISURARE IL PROSPECT

by Oliviero Castellani

Il cliente ideale è uno standard utile per misurare il prospect e verificare se è in linea con la soluzione che vorremmo offrire.

Così facendo è possibile concentrarsi sui prospect buoni, sbarazzandosi di quelli veramente cattivi, anticipando i problemi con quelli che cadono nel mezzo.

Prendete il vostro cliente più redditizio al fine di produrre il cliente perfetto che si vorrebbe avere; questi diventerà la definizione del vostro cliente ideale.

Lista migliori e peggiori. Clienti migliori (maggiori successi e meno guai) e peggiori

Elencare le caratteristiche di entrambi (migliori e peggiori).

I Clienti ideali possono possedere caratteristiche quali:

  • disposti a pagare per il “valore aggiunto”
  • impegnati per un’alta qualità
  • buona vicinanza al proprio centro di supporto
  • dimensioni di gruppo per l’utente finale

I Clienti sfavorevoli possono possedere caratteristiche quali:

  • inflessibili sul prezzo
  • lenti nel prendere le decisioni d’acquisto
  • reticenti e poco disposti a collaborare
  • fuori dalla mia esperienza nel loro settore

Combiniamo le due liste trasformando le caratteristiche negative in positive (es. ritardo nei pagamenti – puntualità nei pagamenti).

Abbiamo creato un profilo del nostro cliente ideale grazie al quale valutare l’account a cui stiamo cercando di vendere e decidere se ci interessa o meno.

Ovviamente avere le corrette informazioni è fondamentale (sulla società . . . bilanci, comunicati stampa, internet e stampa . . . cosa dicono di loro)

Molto probabilmente, i prospect identificati non corrisponderanno mai pienamente agli standard del nostro profilo ideale, ma troveremo che alcuni clienti potenziali coincidono meglio di altri.

E cosa facciamo con quei prospect che non corrispondo al nostro profilo ideale?

Possiamo:

  1. smettere di seguirli perché rappresentano una bassa probabilità di generare un risultato soddisfacente.

  2. seguire quelli che comunque hanno almeno il 50% caratteristiche, ma adoperarsi per anticipare quei problemi che probabilmente incontreremo grazie alle loro aree di dissonanza.

Il  profilo del cliente ideale va utilizzato come se fosse un test, grazie al quale pesare le informazioni; questo ci permetterà di risparmiare tempo, energia e risorse (sia propri, che quelli della nostra azienda) evitando molte situazioni spiacevoli.

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Social Networking: la rete non è una novità

social networking:
la rete non è una novità

by Oliviero Castellani

La rete non è una novità.

La pratica online è solo un nuovo modo per fare rete.

LinkedIn sta diventando parte integrante degli strumenti di vendita.

La chiave per sfruttare la rete è usarlo per estrarre i dati che sono a nostro vantaggio, ovvero per identificare influenzatori e decisori.

 

La credibilità e la fiducia sono le chiavi per essere efficace nel social networking: 

per rimanere credibili agli occhi altrui, dobbiamo orientarci alle loro finalità, non alle nostre.

 Tutti abbiamo persone che ci chiamano solo quando hanno bisogno di qualcosa da noi, questo è quello che non dobbiamo comunicare con il social networking.

Quindi dobbiamo:

  • Comprendere la differenza tra ricerca e stalking. La persistenza è una qualità, l’invadenza no.

  • Avere un giusto equilibrio di qualità e quantità. Avere un rapporto più forte con i propri contatti crea attendibilità, e consente di introdurre gli altri con più possibilità di accettazione.


Cosa fa di un venditore un
 top performer?

Cosa spinge chi compra a scegliere un fornitore piuttosto che un’altro?

In un percorso di vendita professionale vince sempre la concretezza . . . 
si apprende da ciò che funziona, e sta già funzionando per altri!

 

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Vendita: efficienza, velocità risultati

vendita:
efficienza, velocità, risultati

by Oliviero Castellani

Le vendite non devono per forza rallentare solo perché lo fa un mercato .

Se sei un sales manager o un team leader e noti che la tua squadra sta producendo risultati deludenti e vendendo meno della concorrenza, potrebbe esserci un approccio che potrebbe fare la differenza nel successo del tuo team di vendita.

Oggi i migliori venditori non sentono il bisogno di essere sempre fisicamente davanti ai loro clienti

Usano la posta elettronica, usano SMS, usano il telefono per raggiungere il cliente, e chiedono la collaborazione ai loro partner delle vendite interne o del servizio clienti per creare un ambiente capace di assistere il cliente.

Può sembrare un paradosso, ma i venditori che sentono il bisogno di essere sempre presenti di fronte ai loro clienti tendono a vendere meno e non forniscono necessariamente un servizio maggiore rispetto ai venditori che utilizzano un approccio meno fisico.

Questo perché, oggi, i clienti preferiscono la velocità alla presenza fisica.

Preferiscono essere in grado di fare una domanda e avere una risposta entro poche ore via SMS o e-mail, piuttosto che aspettare 2 settimane per incontrarci e avere le risposte desiderate.

I migliori venditori cercano di capire quali mezzi di comunicazione preferiscono i loro clienti e li utilizzano di conseguenza.

Spesso i risultati poco brillanti di un team di vendita non sono necessariamente dovuti alla mancanza di competenze o conoscenze, potrebbe dipendere da un approccio sbagliato (o inefficiente).

Incoraggiare i membri del proprio team a diversificare l'approccio potrebbe migliorare significativamente in loro l'efficienza, la velocità e, naturalmente, i risultati di vendita.

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Execute: Execution Strategy Vendite 2018

execute:
execution strategy
vendite 2018

by Oliviero Castellani

Execute! 

Come possiamo realizzare numeri di vendita soddisfacenti nel 2018?
Troppe aziende dedicano un tempo irrisorio all’execution strategy. 
L’esecuzione richiede disciplina e significa individuare le cose più importanti da fare, e pensare a farle molto bene!

Ci sono 3 passi per un’execution strategy indirizzata all’ottenere un vero vantaggio competitivo.

passo 1: creare un piano di
esecuzione delle vendite

Trovare un sistema capace di coinvolgere tutto il team nella costruzione del piano di esecuzione, definendo le tre priorità più importanti che l’organizzazione deve eseguire in modo eccellente.

Qualunque siano le tre aree chiave (fattori critici di successo), pensiamo come le realizzeremo e come misureremo (metriche) il successo.

passo 2: leadership

Per un’eccellente esecuzione occorre che il top management rinforzi continuamente i messaggi legati all’execution strategy, così che il middle management e le persone di vendita capiscano, e ricordino, le priorità fondamentali.

passo 3: disciplina

Molte aziende non riescono ad avere disciplina.Se le cose vanno bene si fermano, smettono di seguire l’execution strategy, se le cose vanno male peggio ancora, si fanno prendere dal panico e la dimenticano.

La chiave per confermare la leadership è realizzare riunioni mensili che richiamino l’attenzione all’execution strategy, facendo il punto della situazione e dando le linee guida per il mese o il trimestre successivo.

concludendo

Creare un piano di esecuzione, realizzare una leadership continua, esaminare le metriche e confrontarsi sistematicamente su come mantenere la propria posizione.

Cosa fa di un venditore un top performer?

Cosa spinge chi compra a scegliere un fornitore piuttosto che un’altro?

In un percorso di vendita professionale vince sempre la concretezza . . . 
si apprende da ciò che funziona, e sta già funzionando per altri!

 

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Leader: otto comportamenti consigliati

leader:
8 comportamenti consigliati

by Oliviero Castellani

Otto comportamenti consigliati per chi vuole essere un leader:

  • DELEGARE
  • LAVORARE DIVERTENDOSI
  • FARE SCELTE CONTROCORRENTE
  • NEGOZIARE
  • NON PROCRASTINARE I PROBLEMI
  • COINVOLGERE SOPRATTUTTO LE PERSONE MIGLIORI DI LUI
  • PENSARE, PER ANTICIPARE, ALLE CONSEGUENZE PEGGIORI DI OGNI SCELTA
  • ESSERE DISPONIBILE PER LE PROPRIE PERSONE

..A volte, ne bastano anche meno.

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Strategy Execution: la semplicità in 4 fasi

Strategy Execution:

la semplicità in 4 fasi

Ogni anno milioni di imprenditori e manager spendono ore e ore a creare e ricreare piani aziendali strategici e dettagliati, piani ben pensati a cui, spesso, non riescono a dare esecuzione.

La chiave per una corretta esecuzione si basa su tre aree fondamentali: le persone, la strategia, l’operatività.

Eppure 4 semplici fasi potrebbero dar vita a un efficace processo.

 

1) Impostare priorità chiare (poche ma buone, per evitare la sindrome dell’importante è esagerare)

2) Definire le KPI essenziali e controllarle regolarmente

3) Riunioni periodiche con i collaboratori per garantire che l’intera organizzazione sia in sintonia con la visione e il piano strategico aziendale.

4) Incontri mensili (trimestrali) del team esecutivo, e delle persone chiave, per valutare i progressi del piano strategico, e determinare se sono necessari cambiamenti

In un percorso di vendita professionale vince sempre la concretezza . . .  si apprende da ciò che funziona,e sta già funzionando per altri!

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